Approcci Interdisciplinari in Reumatologi
Reumatologia
ACR-ARHP San Diego
Eular 2017

Rischio di fibrillazione atriale e di ictus nei pazienti con artrite reumatoide


Uno studio di coorte si è posto l’obiettivo di verificare se i pazienti con artrite reumatoide presentassero un aumento del rischio di fibrillazione atriale e di ictus.

E’ stata coinvolta tutta la popolazione danese di età superiore a 15 anni senza artrite reumatoide, fibrillazione atriale, o ictus prima del 1997.
I partecipanti con artrite reumatoide sono stati identificati per la presenza di diagnosi e trattamento della patologia.

La principale misura di esito era rappresentato il tasso di fibrillazione atriale e di ictus.

Su 4.182.335 partecipanti inclusi nella coorte, 18.247 sono stati identificati come affetti da artrite reumatoide durante il periodo di follow-up, con una età media di insorgenza della malattia di 59.2 anni e un follow-up mediano di 4.8 anni.

Un totale di 156.484 persone, di cui 774 con artrite reumatoide, sono state diagnosticate come affette da fibrillazione atriale ( tassi di evento abbinati per età e sesso di 8.2 per 1000 anni-persona nei pazienti con artrite reumatoide e 6.0 per 1000 anni-persona nella popolazione generale ), con un tasso di incidenza aggiustato di 1.41.

Inoltre, 165.343 persone, di cui 718 con artrite reumatoide, hanno sofferto di un ictus ( 7.6 per 1000 anni-persona nel gruppo con artrite reumatoide e 5.7 per 1000 anni-persona nella popolazione generale ), con un rate ratio di 1.32.

Sia per la fibrillazione atriale che per l’ictus, i rischi relativi sono risultati aumentati, con più elevati rischi relativi nei pazienti più giovani, ma più alte differenze di rischio assoluto sono state riscontrate nei pazienti più anziani.

In conclusione, l'artrite reumatoide è stata associata a una maggiore incidenza di fibrillazione atriale e ictus.
L’aumento del rischio di fibrillazione atriale nella artrite reumatoide sta ad indicare che questa aritmia è rilevante nella valutazione del rischio cardiovascolare di questi pazienti. ( Xagena2012 )

Lindhardsen J et al, BMJ 2012; 344: e1257

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